SPIONAGGIO INDUSTRIALE: COSA FARE !

SPIONAGGIO INDUSTRIALE: COS’E’ E COSA FARE

Lo spionaggio industriale è quel fenomeno per cui operatori di mercato disonesti cercano di entrare clandestinamente a conoscenza del know how proprio di altri soggetti al fine di impiegarlo a loro vantaggio. Si tratta di un fenomeno certamente non nuovo, che tuttavia ha assunto dimensioni estremamente rilevanti più recentemente, per via della possibilità di avvalersi delle tecnologie informatiche. E’ questo il c.d. cyberspionaggio e, contrariamente a quello che potrebbe immaginarsi, è estremamente diffuso anche a danno delle piccole e medie aziende.

L’economia moderna, e plausibilmente ancora di più quella futura, è infatti basata sulla conoscenza. A fare la differenza in termini competitività e perciò a determinare il successo o il fallimento di una qualsiasi attività imprenditoriale è sempre di più il know how che la medesima riesce ad esprimere. Proprio per conquistare un vantaggio competitivo, le aziende investono conseguentemente somme rilevanti in ricerca e sviluppo. Investimenti che, tuttavia, rischiano di essere del tutto vanificati allorquando quelle informazioni trapelino all’esterno, diventando patrimonio anche di altri operatori di mercato. Si può pertanto cogliere agevolmente l’importanza del contrasto allo spionaggio industriale anche sul piano penale, anche nella prospettiva di promuovere una corretta dinamica concorrenziale.

Più in generale, lo spionaggio industriale può avvenire dall’esterno oppure dall’interno dell’azienda che lo subisce.

Lo spionaggio industriale c.d. “esterno” si realizza oggi prevalentemente cercando di penetrare clandestinamente la rete informatica di un’azienda, all’interno della quale sono contenute informazioni estremamente rilevanti per gli altri operatori, quali tecniche e procedure produttive, ma anche informazioni sui i clienti ed i fornitori che possono risultare altrettanto significative.

Sotto il profilo penalistico, la norma di riferimento da considerare in queste ipotesi è indubbiamente quella prevista dall’art. 615-ter C.p., disciplinante il delitto di accesso abusivo a sistema informativo.

Proprio in considerazione della delicatezza dell’argomento, ogni avvisaglia o “campanello di allarme” deve essere considerato con la dovuta attenzione: rivolgersi quindi ad un investigatore privato professionista, permette di cristallizzare la situazione, analizzare il fenomeno e scegliere le opportune contromisure.

Fonte: avv. Spagnolo

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